Pillola antiacne: perché la Diane-35 è stata vietata

Fra le soluzioni per liberarsi dell’acne ritroviamo anche la cosiddetta pillola antiacne. Non si tratta di un antibiotico, ma di un farmaco che, acquistato presentando la ricetta del medico, funziona perché contiene al suo interno un dosaggio ormonale per regolare gli ormoni già presenti nel nostro sangue che contribuirebbero a causare l’acne. Meccanismo del tutto simile alla

diane-35

pillola anticoncezionale, e sono due le principali evidenze che lo confermano:

  1. Anche la pillola anticoncezionale annovera fra i suoi effetti (non collaterali) la scomparsa dei brufoli
  2. La pillola antiacne è anche prescritta in qualità di anticoncezionale.

Diane-35, così si chiama la pillola antiacne che in Francia è stata ufficialmente vietata. In Italia si può acquistare con il nome di Diane (della famosa casa farmaceutica Bayer), e chi ne fa uso presso il nostro Paese lo fa principalmente per combattere l’acne e l’irsutismo (fastidi dovuti, in gran parte dei casi, a disturbi precisi, prima fra tutte la sindrome dell’ovaio policistico). Tuttavia, come dicevamo, negli altri 115 Paesi in cui questo farmaco è venduto, viene anche prescritto come anticoncezionale.

Ma perché la Francia ha voluto vietare la Diane-35? Il motivo è il più ovvio: troppi i casi di gravi effetti collaterali. La pillola conterrebbe una eccessiva quantità di estrogeni, uno degli ormoni femminili, e causerebbe gravi coaguli di sangue. Coaguli che possono provocare seri problemi circolatori, come trombi ed emboli. Tanto è vero che, sulle circa 300 mila pazienti che la assumono, sono stati registrati un centinaio di casi gravi dovuti senz’altro alla Diane-35. E, in particolare in Francia, quattro persone sono morte.

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